ALTAVILLA mia

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Periodico di vita altavillese fondato nel 1981 da Federico Musco

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FELICE 2001

L'emozionante momento dell'inizio del terzo millennio ha visto il nostro paese vivere la solita vita. Alla mezzanotte fuoco e fumo a volontÓ.

ALL' INTERNO

* * *

Oltre la solidarietÓ
Il servizio di Protezione civile
Il Gabbiano: Punta di Diamante
Aspettando gli Infiocinatori
Piano, organo e Canto
Ettore Lomazzo: Presente!
Ernesto Crescitelli.. Racconta
Il Natale dello Sportivo
Le vostre E-mail
Una Sera a Teatro
Dov'Ŕ il Natale
Qui Petruro
Qui Grottolella
Qui Torrioni
Tanta voglia di vincere
Non Vince, ma convince

- 31 Dicembre 2000 -

Intorno alle 20 cessa tutta la frenesia degli acquisti dell'ultima ora. Alfonsina si attarda per le pulizie della pescheria che fino a pochi minuti prima era stata la protagonista in assoluto tra gli esercizi commerciali del paese. Alle 21 il corso Ŕ quasi vuoto come se il paese si accingesse a rispettare un mai dichiarato coprifuoco. Pierina nella sua macelleria sta per spegnere le ultime luci quando arriva l'ultimo degli ultimi alla ricerca di due fiaschi di Tavernello. Una vendita storica: l'ultima dell'anno, del secolo e del millennio che viene premiata con un vassoio di mustaccioli. Alle 21 e 30 sono scomparsi anche i cani che di solito popolano il corso anche di notte. La stragrande maggioranza degli altavillesi ha scelto di vivere lo storico momento tra le mura domestiche per perpetuare e rinverdire quella tradizione che vuole la famiglia protagonista dell'ultima notte dell'anno. Sono veramente pochi coloro che si sono ritrovati nei ristoranti che avevano approntato ricchi men¨ e allettanti programmi di musica e balli. Mancano pochi minuti alla mezzanotte quando si odono i primi botti e non si saprÓ mai se a causa di un orologio malfunzionante o per la frenesia del momento. Solo pochi minuti ancora ed Ŕ fuoco a volontÓ. Dal corso alla foresta, dalle palazzine di via Immacolata a quelle di via S.Angelo, dal paese vecchio al pizzo del muro Ŕ tutto un rincorrersi di fuochi colorati e di botti pi¨ o meno violenti. Un quarto d'ora di stordimento collettivo vissuto nel solito annuale auspicio di un domani migliore.