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- 31 Dicembre 2000 -
Intorno alle 20 cessa tutta la frenesia degli acquisti dell'ultima ora. Alfonsina si attarda per le pulizie della pescheria che fino a pochi minuti prima era stata la protagonista in assoluto tra gli esercizi commerciali del paese. Alle 21 il corso è quasi vuoto come se il paese si accingesse a rispettare un mai dichiarato coprifuoco. Pierina nella sua macelleria sta per spegnere le ultime luci quando arriva l'ultimo degli ultimi alla ricerca di due fiaschi di Tavernello. Una vendita storica: l'ultima dell'anno, del secolo e del millennio che viene premiata con un vassoio di mustaccioli. Alle 21 e 30 sono scomparsi anche i cani che di solito popolano il corso anche di notte. La stragrande maggioranza degli altavillesi ha scelto di vivere lo storico momento tra le mura domestiche per perpetuare e rinverdire quella tradizione che vuole la famiglia protagonista dell'ultima notte dell'anno. Sono veramente pochi coloro che si sono ritrovati nei ristoranti che avevano approntato ricchi menù e allettanti programmi di musica e balli. Mancano pochi minuti alla mezzanotte quando si odono i primi botti e non si saprà mai se a causa di un orologio malfunzionante o per la frenesia del momento. Solo pochi minuti ancora ed è fuoco a volontà. Dal corso alla foresta, dalle palazzine di via Immacolata a quelle di via S.Angelo, dal paese vecchio al pizzo del muro è tutto un rincorrersi di fuochi colorati e di botti più o meno violenti. Un quarto d'ora di stordimento collettivo vissuto nel solito annuale auspicio di un domani migliore.
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