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Il Servizio di Protezione Civile nasce sotto i migliori auspici. La determinazione dimostrata dagli Amministratori comunali, in questi quattro mesi che sono serviti a gettare le basi per la complessa macchina organizzativa, è la migliore garanzia per l'affermazione di una nuova cultura e di un nuovo modo di affrontare gli imprevisti della vita. Purtroppo, nascondere la triste realtà sociale che ci circonda non è possibile. Basta una passeggiata, indifferentemente, sull'uno o sull'altro marciapiede del Corso Garibaldi per cogliere tutta la grettezza e l'abbrutimento mentale della gente che lo vive. Affermazioni tipo: "cu tanti problemi, vanno a pensà a protezione civil", oltre a rappresentare un termometro dell'imbecillità al limite massimo della sua scala, indicano inequivocabilmente l'assenza di una qualunque forma di cultura. Un' incultura che deve essere lottata da tutti, e con ogni mezzo, essendo utile solo per una scadente mano di "briscola" o di "tre sette". Per fortuna il nostro paese non è fatto solo di questa gente, ci sono anche coloro che "lavorano", ci sono anche degne persone che operano costruttivamente nei diversi campi del sociale e che sicuramente non permetteranno il criminale gioco dei soliti "infiocinatori" di ogni iniziativa intrapresa per sollevare la nostra Altavilla dalla sua lenta "agonia".
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