ALTAVILLA mia

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Periodico di vita altavillese fondato nel 1981 da Federico Musco

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CADUTI SENZA CROCE
Ettore Lomazzo: Presente!
Da una generica segnalazione riemerge la storia del trentaquattrenne sottufficiale della Marina Militare scomparso in mare durante l'incredibile affondamento della Corazzata "Roma".   

Di
Federico Musco

Il nostro appello a segnalare il nome di congiunti ("Altavilla mia" Settembre 2000 n. 48) che dopo la guerra non sono più tornati a casa è stato accolto. Le poche indicazioni ricevute sono state, comunque, sufficienti ad effettuare le dovute ricerche che daranno a zio Domenico Coscia la possibilità di scrivere un altro nome ai piedi della grande croce che sul Belvedere andrà a ricordare i caduti che riposano senza una tomba. Ettore Lomazzo classe 1909 sottufficiale della Regia Marina. nasceva nella vicina Ceppaloni, ma il trasferimento dell'intera famiglia ad Altavilla avveniva quando era ancora giovanissimo. La sorella Carmelina si sposava nel 1936 con Vincenzo Siano, noto e stimato artigiano che tutti ricordano nella sua particolare attività di ramaio in via Orefice. Ettore partiva come volontario nella Marina e dopo il matrimonio con Lina Di Giovanni fissava la sua residenza a La Spezia. La vita militare lo appagava e per oltre dieci anni veniva vissuta tra il mare e la famiglia. Poi la guerra e l'imbarco, alla fine del 1942, sulla più prestigiosa unità della nostra Marina: la fiammante corazzata "Roma" appena varata. "Arriva l'otto settembre del 1943, l'armistizio concluso con gli anglo americani pone la squadra navale italiana di base a La Spezia sotto la minaccia dei Tedeschi che da alleati si ritrovano ad essere dei pericolosi nemici. Alle 2 due della stessa notte la Corazzata "Roma", con le altre navi della squadra, lascia le acque spezzine per trasferirsi presso la più sicura base navale de La Maddalena in Sardegna. Nella tarda mattinata del 9 di settembre quando le coste sarde sono già vicine arriva l'amaro ordine di dirigere verso il porto di Bona, in Tunisia, per consegnare la nave e i 1.849 uomini d'equipaggio alle forze anglo americane. Qualche ora dopo si compie la tragica vendetta. Nel cielo appaiono gli aerei tedeschi. La corazza da 35 centimetri dovrebbe reggere alle micidiali bombe radiocomandate. A distanza di qualche minuto, una dall'altra, sul "Roma" ne arrivano quattro: la prima cade in mare all'altezza del barcarizzo di poppa, la seconda colpisce la nave sul castello di dritta, la terza cade in acqua molto vicino alla murata di sinistra; la quarta entra fra il torrione e la torre di prora infilandosi, più per tragica fatalità che per mira, in uno dei due fumaioli per finire nel ventre del colosso corazzato. L'esplosione della bomba provoca la violentissima deflagrazione dei depositi delle cariche di lancio lasciando solo agli uomini di coperta qualche possibilità di salvezza. In pochi minuti la Corazzata "Roma", orgoglio e vanto della nostra Marina Militare, si inabissa nelle acque dell' Asinara trasformandosi in una fredda ed immensa bara per Ettore ed altri 1226 Marinai". Con questa tragica pagina di storia si è voluto fare riaffiorare il ricordo del Secondo Capo Ettore Lomazzo per consegnarlo, con orgoglio e non poca commozione, alla perpetua e rimembrante luce del monumento ai "Caduti senza Croce" che dall'alto del Belvedere splenderà a perenne ricordo dell'eroico sacrificio di tanti giovani della nostra Altavilla.

La sfortunata Corazzata "Roma": Vanto e orgoglio della Marina Militare