ALTAVILLA mia

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Periodico di vita altavillese fondato nel 1981 da Federico Musco

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Venti anni fa la terrà tremò paurosamente. Quei terribili momenti oggi sono solo un ricordo per i meno giovani.
La ricostruzione: un'occasione di arricchimento.

ALTAVILLA MIA
NOVEMBRE 2000 N. 49

ALL' INTERNO:

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( Prizes above to the title )


* * *

Come in una Favola
Villa Comunale - La gente ha detto Si
La Strada della Pietà
Fontane perdute
Greco di Tufo - D.O.C.G.
Vita di miniera - Pellegrino D'Onofrio
Qui Petruro Irpino
Qui Grottolella
Qui Torrioni
Judo - Tutti sul podio
Hellas Basket - Il trionfo dello Sport

Quante sensazioni in quegli attimi in cui tutto sembra innaturale, quando il tremore e i sussulti della terra scuotono vie e palazzi, quando le coscienze prendono atto della fragilità della vita e la paura inonda la mente. Momenti interminabili capaci di aprire profonde ferite nel territorio e di sconvolgere intere comunità. Mentre nell'alta Irpinia si estraevano le vittime dalle macerie e si tentava un difficile bilancio del sisma, ad Altavilla iniziava la triste e scellerata azione dei predatori. Approfittatori senza scrupoli che trasformavano la condizione di senza tetto nella più redditizia qualifica di "terremotato". In un paese dove nessuno aveva perso niente, se non la sicurezza statica della propria abitazione, spuntavano come funghi nuove bocche da sfamare e nuove famiglie da vestire. Il mortificante gioco dell'assistente e dell'assistito prendeva vigore in un paese che proprio a questo modo di concepire la politica doveva gran parte della propria arretratezza e del mortificante sottosviluppo. Mentre una parte della popolazione si raccoglieva attorno a Radio Studio S.e I. per far giungere alimenti e vestiario ai nostri conterranei dell'alta Irpinia che veramente avevano perso tutto,  sul campo sportivo, dove era in allestimento una tendopoli, iniziava la vergognosa farsa dei "terremotati altavillesi". Una sceneggiata che si può ritenere conclusa solo da pochissimi anni. La ricostruzione, o meglio, la ristrutturazione e l'adeguamento antisismico di quasi tutto il patrimonio urbanistico altavillese è stato il momento di godimento collettivo di quella ingente massa di denaro che è arrivata in paese in questi venti anni. Basta guardarsi attorno per godere della vista di un abitato che offre tutta la bellezza dei freschi colori e delle rinnovate linee di case e palazzi.  Mentre si risale la strada del cimitero il centro storico appare come un colorato presepe e con il completamento dei lavori del comparto confinante con la Rampa Annunziata, anche la piazza Matteotti si offre con uno splendore che, forse, in passato non ha mai avuto. Nobili e lussuosi palazzi cadenti sono rinati per farci ammirare tutta l'imponenza del Palazzo Capone con il vistoso rosso pompeiano del suo prospetto, il palazzo Salerno con la sua particolare architettura, la mestosità del palazzo baronale.... Un terremoto, quello del 23 Novembre del 1980, che, ad essere sinceri, ha fornito a gran parte degli altavillesi un' irripetibili occasione di arricchimento.

Il Palazzo Capone dopo la ristrutturazione con il prospetto rosso pompeiano