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Periodico di vita altavillese fondato nel 1981 da Federico Musco

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VINO GRECO DI TUFO
Aspettando la DOC Garantita
Mentre continua la procedura per il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata Garantita c'è chi non vede di buon occhio il riconoscimento.

di
Jenny Capozzi

Il riconoscimento della denominazione "GARANTITA" al pregiato e già DOC Greco di Tufo sta dividendo i produttori e vinificatori. Intorno al prestigioso nettare e sulle sue eccellenti qualità organolettiche abbiamo più volte sottolineato, da queste colonne, l'opportunità di salvaguardare e tutelare un prodotto che ha reso famosa la nostra terra in tutto il mondo. Piani di sviluppo, iniziative promozionali del territorio e  itinerari turistici girano intorno al prestigioso marchio che, tra l'altro, unisce i comuni di Petruro Irpino, Torrioni, Chianche, Tufo, Altavilla Irpina, Montefusco, Prata P.U. e Santa Paolina. La procedura per il riconoscimento della DOCG (Denominazione di Origine Controllata Garantita) al Greco di Tufo, avviata su iniziativa di alcuni produttori, con l'aiuto ciell'Ispettorato Agrario di Avellino, ha superato l'esame alla Regione Campania ed oggi si trova al vaglio delle autorità ministeriali per la decisiva assegnazione del marchio di elite. La questione tocca rilevanti interessi nel campo vitivinicolo provinciale e non può che generare pareri, discordi.  Emilio De Vito, dirigente Stapa-Cepica, è il più determinato promotore dell'autorevole riconoscimento e si dice soddisfatto delle conquiste ottenute in sede regionale e dei pareri favorevoli in ambito nazionale. Anche se la docg al Greco di Tufo è sinonimo di tutela alla qualità del prodotto, che da qualche anno andava scemando, non manca chi non vede di buon occhio un probabile parere favorevole. Solo il 40% dei produttori che equivale al 60% della totale produzione del doc Greco è favorevole al riconoscimento che andrebbe a vincolare anch'essi  alle rigide procedure in materia di coltivazione e trasformazione (potatura, raccolta e vinificazione). Le associazioni di categoria si sono espresse positivamente in merito all'iniziativa accettandola e condividendola anche se la Coldiretti ha avanzato ampie riserve. Sull'argomento si sono dimostrate del tutto disinteressate le amministrazioni comunali degli otto comuni del comprensorio. Angelo Freda, titolare dell'Azienda Giulia di Prata Principato Ultra, giudica la proposta estremamente positiva che, se accettata, consacrerà la vocazione vitivinicola del nostro territorio che gia partorisce da qualche anno il rosso Taurasi docg. Una cosa è certa: la produzione e la vinificazione passeranno attraverso procedure più rigide a tutela di quella qualità che risulta essere l'unica chiave capace di aprire nuovi e più vasti mercati con un ritorno economico che finirà per convincere anche coloro che, in buona fede, oggi sono contrari.   

Un momento della vendemmia nei fondi dell'Azienda Agricola Petilia