Periodico di vita altavillese fondato nel 1981 da Federico Musco

SETTEMBRE 2000 Anno XX  - N° 48

1 Ottobre 2000
Il Beato Alberico Crescitelli

Mille altavillesi hanno vissuto in piazza S. Pietro lo storico evento. Raggiunta la capitale con ogni mezzo e con grandi sacrifici.Delusione e amarezza per molti. L'incontro con i nostri paesani che vivono al nord.

Servizio speciale dal nostro inviato


Il giorno tanto atteso dalla comunità altavillese si è presentato poco dopo la mezzanotte con violenti scrosci d'acqua che intorno all'una e trenta hanno dato vita ad una vera tempesta. Il cielo continuamente illuminato dai lampi ed i tuoni che si susseguivano hanno tenuto sveglio anche chi aveva deciso di andare a letto prima del solito per affrontare un risveglio difficile ed

inconsueto fissato per le ore piccole e che al termine della giornata si sarebbe rivelato soltanto il primo dei tanti sacrifici affrontati per vivere una giornata storica per il nostro paese. Un piccolo esercito che nel cuore della notte ha invaso le vie di Altavilla. Già poco dopo le due nelle strade, ancora bagnate, risuonavano le voci di chi aveva rinunciato anche a qualche ora di sonno. Un treno speciale sarebbe partito alle quattro dalla stazione e per raggiungerla tre autobus di Bartolini avrebbero fatto la spola, tra il paese e la ferrovia. Il treno speciale organizzato dalla Diocesi di Benevento rappresentava un'ottima soluzione per il trasferimento di tanta gente ed il successo dell'iniziativa veniva sancito dallo spettacolo offerto dalle oltre cinquecento persone che affollavano lo scalo ferroviario a quell'ora ben lontana dall'alba. Alla stessa ora, in paese, un altro centinaio di persone prendeva posto su due autobus che sarebbero partiti direttamente per Roma. Il primo organizzato dall'agenzia di viaggio "Free Time" di viale S. Francesco, il secondo riempito da Mario Forte con "quelli dell'ultima ora". Non mancava chi, ai mezzi collettivi, preferiva la propria automobile, ma tutti rigorosamente in marcia verso la città eterna, per affollare quella piazza ove si sarebbe consumato il rito della canonizzazione del nostro Beato Alberico Crescitelli. Mentre gli autobus e le auto divoravano l'asfalto dell' autostrada "del sole"  erano in molti a prendere atto che quel nome poco si addiceva alla circostanza. La pioggia, insistente ed abbondante, continuava a farla da padrona. Se sull'autostrada non brillava il sole, sulla strada ferrata per Roma era notte fonda. Consumata la buona colazione, compresa nel prezzo del biglietto, i nostri compaesani sono stati costretti a verificare tutta la falsità degli ingannevoli spot pubblicitari della Nuova Ferrovia dello Stato. L'alta velocità, molto probabilmente, sulla Benevento- Roma non la vedremo mai, resta la speranza per una media velocità, visto che la bassa velocità è servita soltanto a fare arrivare in ritardo i nostri compaesani che, oltre al danno, hanno dovuto subire la beffa di restare fuori dai

Aspettando
il grande Miracolo!


Si deve essere armati di una buona dose di ipocrisia e di malafede per non ammettere che viviamo in un paese che antepone gli interessi ai sentimenti, l'egoismo all'altruismo, l'indifferenza alla solidarietà e, purtroppo, la cattiveria alla bontà. C'è veramente poco da gioire. L'altavillese Alberico Crescitelli, è vero che è vissuto in un periodo storico dove il disagio quotidiano dava pochi motivi di competizione e conflittualità, ma la scelta di vivere la sua vita all'insegna dell'evangelizzazione in una terra in cui la parola di Cristo oltre che respinta, veniva fortemente lottata, è l'insegnamento migliore che questo generoso figlio della nostra terra ci poteva dare. Raccoglierlo diventa doveroso per non vanificare il sacrificio di quel glorioso ragazzo che non esitò a donare la sua giovane vita per insegnare agli altri la via della salvezza. La quasi totalità degli altavillesi dichiara con soddisfazione di professare la religione cattolica cristiana, ma quanti, di questi, veramente ne seguono con scrupolo i principi ed obbediscono di fatto ai suoi precetti? Solo il Padre Eterno, che tutto sa e tutto vede, potrebbe rispondere, ma la Sua infinita bontà Lo costringe a tacere nell' attesa che quel nostro Santo Ragazzo compia  "il grande miracolo" con l'esempio della sua  vita.

                                                   
  F.M.