PADRE ALFONSO BRUNO
Missionario nel 2000
Mentre si festeggia la santificazione di Padre Alberico Crescitelli, un altro figlio di Altavilla svolge la sua opera apostolica nella profonda Africa.

di
Federico Musco


Cambiano i tempi, la civiltà si evolve, ma continua incessante l'opera missionaria di tantissimi giovani che hanno preferito il peso della croce agli agi del mondo moderno. Non c'è angolo del mondo che non vede impegnati questi giovani che hanno fatto una scelta diversa: l'apostolato. Con umiltà compiono, giorno dopo giorno, la loro missione in un silenzio che viene rotto solo per invocare l'aiuto per i più deboli, per i più sfortunati, per coloro che sono costretti a vivere nella sofferenza e nella povertà. Altavilla, nel suo piccolo, è riuscita nei secoli a fornire alla chiesa la preziosa opera di questi giovani che il più delle volte sono rimasti in un voluto anonimato. Oggi, Padre Alfonso Bruno, che svolge il suo apostolato nel Benin, dal cuore dell'Africa fa sentire la sua voce per ricordare che in quelle terre c'è tanto bisogno d'aiuto per alleviare le sofferenze quotidiane di una popolazione che ha bisogno di tutto. L'incontro con Padre Alfonso non è avvenuto per caso. Il professore Erminio Lonardo lo aveva preannunciato e preparato da tempo parlando di un missionario proveniente dall'Africa che doveva venire ad Altavilla. Un appuntamento molto generico e quasi dimenticato. Fino a quando un giorno di fine agosto Erminio in compagnia di un giovane entra nell'angusta redazione di questo giornale. Poche parole di presentazione e Padre Alfonso è già come uno di casa. L'ammirazione per quel ragazzo è grande e non può essere diversamente in un mondo che ci offre quotidianamente gli scellerati comportamenti di tanti suoi coetanei. Trovarsi di fronte un giovane che ha anteposto alla vita comoda ed agli affetti familiari una missione fatta di preghiere, di privazioni e di lontananza non può che suscitare sentimenti di naturale apprezzamento al di la del paese di provenienza e Padre Alfonso, con il suo parlare privo di una qualunque inflessione dialettale, poteva essere di una qualunque città d'Italia. Solo per caso il discorso si sposta sulla famiglia che vive ad Altavilla e della mamma che lo aspetta per il pranzo. "Mia madre appartiene alla famiglia Siano si chiama Luisa e papà è Pellegrino Bruno" precisa Padre Alfonso. E' come un lampo. Nella mente si illuminano i ricordi di una sera di trenta anni fa. "Taranto: Dicembre 1970 - Un vento freddo spazzava le strade ed un giovane sottufficiale della Marina Militare vi vagava con le mani affondate nella calda "cappotta" di panno mentre il "solino", sollevato dal vento, riparava la nuca dalla gelida tramontana. Non era il solito girovagare del marinaio in libera uscita, ma una meta precisa e programmata muoveva i suoi passi. A Taranto abitavano molti altavillesi che nella Marina Militare avevano trovato una sistemazione ed ogni sbarco era l'occasione buona per conoscerne qualcuno. Era la volta di Pellegrino Bruno, allora Secondo Capo sommergibilista. Nell'accogliente cucina la moglie Luisa sferruzzava con ritmo regolare dando vita ad un piccolo e colorato indumento di lana. Nella stanza accanto, in una culla,  dormiva serafico ed angelico il suo piccolo: Alfonso."
Il giovane sottufficiale della Marina Militare ero io, ed il piccolo che dormiva nella culla mi è davanti: è Padre Alfonso. Ora è qui per far sentire la sua voce. Per far sapere che in quella terra lontana in cui predica la parola di Cristo c'è tanto bisogno d'aiuto per alleviare le sofferenze di un popolo che ha, veramente, bisogno di tutto. La sua voce è stata ascoltata e da oggi non sarà più solo nella sua missione nel Benin. Insieme a lui ci saranno gli altavillesi migliori, quelli che con le opere concrete sapranno dimostrare di avere imparato la grande lezione dell'amore e della solidarietà impartita dai suoi figli più degni. Ieri da Padre Alberico Crescitelli ed oggi da Padre Alfonso Bruno. 

Con le mani affondate nella calda cappotta mentre il solino, sollevato dal vento, riparava la nuca dalla gelida tramontana.