ALTAVILLA mia

Altavillamia@tin.it

Periodico di vita altavillese fondato nel 1981 da Federico Musco

TORNA ALL'INDICE
Come back to  the index

SFOGLIA  IL GIORNALE
NEXT PAGE

HOME PAGE

Gennaio - Febbraio 2001 Anno XXI - N. 51

La piaga della disoccupazione condanna, ancora una volta, i nostri giovani all'emigrazione. Le attività commerciali ed artigiane tirano avanti stringendo i denti per non chiudere. Il prestito d'onore: una speranza a basso costo.

ALL' INTERNO

* * *

Una fiammata di Civiltà
Grazie per un futuro migliore
Prezzi pazzi in macelleria
E' in attività il canile
La frittata è fatta
Una lezione per il futuro
Cosa mangiamo?
Michele Squittieri... Racconta
Un affido per Fido
L'Angolo della poesia
Una Bella realtà
Qui Torrioni
Basket - Senza Timore

E' triste ammetterlo, ma è proprio così. Il nostro paese sta morendo a poco a poco. Disteso sulle colline irpine, come un vecchio agonizzante, geme per il malessere che lo pervade, piange per le conseguenze di politiche prive di progettualità, si contorce al pensiero delle sprecate occasioni di crescita, ansima soffocato dal comportamento di una popolazione che selvaggiamente si distrugge tra assurde invidie e meschine gelosie. Guardarsi attorno, per cercare qualche segno di ripresa, serve solo ad avere la certezza che ormai il coma è irreversibile. Di quello che era stato il primo centro industriale di una provincia tutta contadina è rimasto ben poco. Oggi resta solo la fragile realtà dell' In.Ce.A che con un centinaia di dipendenti vive nella speranza di un grande consumo di gabinetti e di bidet. Elencare quello che c'era, e che oggi è solo un ricordo, serve solo a risvegliare la nostalgia del passato per poi sprofondare nella realtà di un paese che vive nell'illusione dei cinquemila e passa abitanti. Un' illusione che svanisce nella semplice conta di coloro che vivono realmente nelle case di Altavilla e che si arresta poco oltre le tremila unità. I marciapiedi del corso sono rimasti orfani di tanti giovani e le passeggiate serali sono, ormai, un esclusivo godimento di quelli che ancora attendono una sistemazione e che vivono nella speranza di un posto di lavoro. Un' altra illusione che serve ad evitare, quantomeno, di salire sul "Treno del Sole" in direzione Nord. Alfredo, Amalia, Fabio, Maurizio, Anna, Pellegrino, Patrizia, Cristian e, purtroppo, tanti altri giovani di Altavilla quel treno l'hanno già preso ed ora lavorano e vivono al Nord, in Svizzera, in Belgio, in Germania. La piaga dell'emigrazione si è riaperta ed Altavilla, ancora una volta, subisce il dramma di una nuova emorragia demografica. Intanto sulla casa comunale e nel centro sociale si discute e si litiga ancora, dopo sedici anni, sul Piano Regolatore Generale. Nel 1984 aveva un senso programmare lo sviluppo urbanistico in un paese in cui stava arrivando una quantità di miliardi mai visti; ma oggi, in cui il patrimonio "dopo terremoto" è stato dilapidato, a cosa serve uno strumento di sviluppo ad un paese nel quale vi sono più abitazioni che abitanti? Il commercio per prosperare ha bisogno di gente, tanta gente. Gli esercenti attendono pazienti i clienti che ormai non ci sono più. I consuntivi delle attività commerciali, ben al di là dei tradizionali pianti professionali, sono disastrosi. Non tutti riescono a coprire i costi di gestione. Si resiste stringendo i denti ed il portafogli nella speranza che le cose migliorino, ma già in tanti hanno dovuto alzare la bandiera bianca della resa all'insostenibile situazione di un mercato completamente stagnante. In questo contesto di crisi economica acclamata, intanto, aprono nuove attività al punto di avere l'impressione di essere di fronte ad un miracolo. Ma non lo è! Le nuove insegne sono frutto degli investimenti realizzati con "il prestito d'onore" che risulta essere, nella maggior parte dei casi, solo una speranza a basso costo ed un' alternativa ad un "vero" posto di lavoro che non c'è. "Il mercato della domenica non è più quello di una volta". Lo affermano con convinzione i commercianti ambulanti che aprono i loro banchi di vendita da oltre un trentennio lungo il corso Garibaldi. "Un poco di movimento lo si vede solo a Dicembre e ad Agosto, poi poco o niente".  La auto targate Benevento e che una volta arrivavano in lunghe file, sono scomparse completamente. Le continue e protratte chiusure  della statale per Benevento, nello stretto di Barba, hanno convinto anche i più affezionati frequentatori del mercato altavillese a dirigere altrove le loro esigenze di spesa. Un altro duro colpo per l'economia locale mentre il nostro paese, come un vecchio moribondo da tutti abbandonato, si spegne in una lenta agonia tra l'indifferenza generale.
     
                                                                                       Federico Musco


ALTAVILLA MIA

Non sospirare,
Altavilla mia,
abbi fiducia in Dio.
Ti son fedeli i figli
e son tuo figlio anch'io.
Sorridi, Altavilla mia:
in fronte hai tre monti
ed una corona di nocelle,
noi ti farem più bella.
Lava le tue ferite
e poi ci benedici.
Mi sembrerai più Santa
con tante cicatrici.

                   Giuseppe Picariello