TRAGEDIA IN MINIERA
O minatori, martiri ed eroi!
Da quando, per l'ultima volta
scendeste nell'imo del pozzo
quell'alba funesta premeva il bisogno
di un pane, di vesti che aver
potevate soltanto laggiù, nella buia
miniera e solo sudando.
Lasciaste le case, le spose
ed i bimbi
Nutrendo nel cuore
la viva speranza di giorni migliori.
Scendeste per questo
nell'antro nascosto,
ma nel luogo del pane
trovaste la morte!
Un urto: sprigionasi un lampo;
un urlo risponde;
qualcosa rimbomba;
si corre si grida bloccata è l'uscita!
Un acre sentore di fuoco e fumo respingevi;
bagliori di fiamme scorgete,
volgete le spalle, correte ed ecco:
vi barra il cammino un'altra parete!
Più in alto, più in basso
identico dramma si svolge;
tremenda certezza che il senno sconvolge;
stringetevi, unitevi, fratelli;
comune vi attende la sorte:
si è chiusa la tomba,
avanza la morte!
Di tanta luttuosa sventura,
la voce si sparse repente:
sull'orlo del tragico pozzo
le mamme accorsero
e le spose ed i figli piangendo;
ma invano attesero il loro ritorno.
Al tempo, l'immane sciagura
il mondo commosse. Un palpito
scosse l'umana famiglia:
l'aiuto non manchi si disse
e in pro degli orbati, provati da
tanto dolore, rispose un ondata
fraterna d'Amore.
(il Minatore Giuseppe Picariello)
Nota di redazione:
Giuseppe Picariello, minatore delle nostre miniere di zolfo, nella poesia ha rivissuto la tragedia mineraria che agli inizi degli anni '60 sconvolse il bacino carbonifero di Marcinelle in Belgio.