ALTAVILLA mia

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Periodico di vita altavillese fondato nel 1981 da Federico Musco

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UN ALTRO SOGNO

Mi volto
e mi accorgo che
lo spazio e il tempo sono esauriti.
Vorrei sapere almeno perché.
Perché cercare il senso
come un granello
in un deserto di sabbia?
Ma credo che il sole tornerà
per tramontare ancora,
ed ecco che i folletti ritornano
per cullarmi e raccontarmi
delle loro stelle.
A occhi chiusi
mi perdo in un mare nuovo,
profondo, vivo,
per cercare quello che gli uomini perdono
senza sapere cos'è.
Forse è un altro sogno.
Sirene lucide
mi offrono le loro ciglia
e io, sonnambula tra coni di luce arancione,
che posso fare, se non vivere
attraverso gli occhi loro?

                                       Lidia Cennerazzo

TRAGEDIA IN MINIERA

O minatori, martiri ed eroi!
Da quando, per l'ultima volta
scendeste nell'imo del pozzo
quell'alba funesta premeva il bisogno
di un pane, di vesti che aver
potevate soltanto laggiù, nella buia
miniera e solo sudando.
Lasciaste le case, le spose
ed i bimbi
Nutrendo nel cuore
la viva speranza di giorni migliori.
Scendeste per questo
nell'antro nascosto,
ma nel luogo del pane
trovaste la morte!
Un urto: sprigionasi un lampo;
un urlo risponde;
qualcosa rimbomba;
si corre si grida bloccata è l'uscita!
Un acre sentore di fuoco e fumo respingevi;
bagliori di fiamme scorgete,
volgete le spalle, correte ed ecco:
vi barra il cammino un'altra parete!
Più in alto, più in basso
identico dramma si svolge;
tremenda certezza che il senno sconvolge;
stringetevi, unitevi, fratelli;
comune vi attende la sorte:
si è chiusa la tomba,
avanza la morte!
Di tanta luttuosa sventura,
la voce si sparse repente:
sull'orlo del tragico pozzo
le mamme accorsero
e le spose ed i figli piangendo;
ma invano attesero il loro ritorno.
Al tempo, l'immane sciagura
il mondo commosse. Un palpito
scosse l'umana famiglia:
l'aiuto non manchi si disse
e in pro degli orbati, provati da
tanto dolore, rispose un ondata
fraterna d'Amore.
 
(il Minatore Giuseppe Picariello)


Nota di redazione:

Giuseppe Picariello, minatore delle nostre miniere di zolfo, nella poesia ha rivissuto la tragedia mineraria che agli inizi degli anni '60 sconvolse il bacino carbonifero di Marcinelle in Belgio.

Piazza S. Barbara:
il monumento ai nostri Minatori
Sul ceppo vi si legge:
" In un sorriso inavvertito, si stempera la paura della morte."