|
E' stato presentato in questi giorni il libro "La Cappella di Torrioni", scritto dall'Architetto napoletano Paolo Di Caterina. Un lavoro promosso e fermamente sostenuto dal Sindaco Virgilio Donnarumma e da tutta l'Amministrazione Comunale. Da qualche tempo si era giunti alla scoperta di una cripta sotto l'attuale casa comunale; detta scoperta ha suscitato un notevole interesse a ricercare e ricreare, con l'aiuto di Esperti e Studiosi, la cultura e il passato dei Torrionesi. Questo lavoro di ricerca è iniziato già da qualche anno e quest'ultima pubblicazione, è da considerarsi un'ulteriore passo avanti nella ricostruzione della storia di Torrioni. Il libro racconta della Cripta Cimiteriale sulla quale si ergeva una Chiesa Confraternitale, ormai scomparsa, probabilmente sorta agli inizi del XVIII secolo. Tre gli indizi che indicano l'esistenza, in quel luogo, di un edificio religioso: il primo indizio riguarda proprio il nome " 'n copp' o'oratorio", ancor oggi usato dai Torrionesi; il secondo si trova in un dipinto degli anni 40 di A. Rosiello, conservato nell'Aula Consiliare, in cui appare, dove ora c'è il Municipio, una Cappella con il tetto crollato: terzo indizio, un atto di compravendita del 1962, rinvenuto nell'archivio comunale, dal quale si evince che il Comune acquisisce la "zona di terreno circoscritta da una vecchia Cappella Oratoria, in stato di sfacelo, .....per la costruzione della casa comunale". Il progetto viene eseguito, la casa comunale costruita ma, il cimitero rinvenuto, viene ignorato e nascosto. Esso doveva appartenere ad una comunità confraternitale e le prime notizie dell'esistenza di una Confraternita a Torrioni, risalgono agli inizi del secolo XVIII quando, durante una visita Santa, l'Arcivescovo di Benevento, Cardinale Vincenzo Maria Orsini, rilevando l'assenza a Torrioni di una Confraternita dedita alle orazioni del SS. Rosario, emanò un decreto a favore della sua costituzione. Fu così che i Torrionesi, pochi anni dopo e con tante difficoltà, costituirono la Confraternita e quale sede scelsero l'Oratorio, la cui costruzione fu ultimata nel 1738. Con il passare del tempo, però, l'edificio, a causa della sua ubicazione interrata, cominciò ad avere problemi di umidità. I Confratelli, esausti per gli impegni economici che avevano sostenuto per l'edificazione, non riuscirono mai a realizzare i necessari lavori di manutenzione. L'Oratorio fu così abbandonato e la sua struttura fu utilizzata solo come cimitero. Il definitivo abbandono fu dovuto ai regolamenti emanati dal governo napoleonico nel 1817, che impedivano la sepoltura nelle chiese e imponevano la costruzione dei cimiteri fuori dei centri abitati. E' passato più di un secolo e mezzo, prima che gli avi, rinvenuti nella cripta venissero traslati nell'attuale Cimitero Comunale. Oggi la Cripta è stata ripulita, è divenuta oggetto di studio e, nel prossimo futuro, è intenzione dell'Amministrazione Comunale, di ristrutturarla e renderla fruibile a tutti.
|
|