ALTAVILLA mia

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Periodico di vita altavillese fondato nel 1981 da Federico Musco

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MUCCA PAZZA
Prezzi "pazzi" in Macelleria
La vertiginosa caduta delle vendite di carne bovina ha prodotto un ingiustificato aumento del prezzo della carne di altre specie. I macellai: " E' colpa degli allevatori"

Se gli allevatori di bovini piangono, tutti gli altri se la ridono da "pazzi" alla faccia della mucca "pazza". Tacchini, conigli, agnelli e maiali da alternativi sono diventati i signori della tavola. Un discorso a parte va fatto per i titolari delle aziende avicole che si sono ritrovati tra le mani una vera miniera fatta di "polli". Con il petto del pennuto che ha toccato in alcuni momenti anche le 18.000 lire al chilo, si ha l'esatta dimensione degli aumenti che hanno subito le così dette carni "alternative" fino ad arrivare al punto da non capire se il vero "pollo" è il prodotto o il consumatore. Si accetta senza battere ciglio un rincaro che sfiora il 100 %, ma non si può fare diversamente, la famiglia deve pur mangiare e poi, a pensarci bene, l'economia familiare non risulta sconvolta per il semplice motivo che il prezzo che deve pagare, per la componente carnivora dell'alimentazione alla fine, non è variata di molto. I macellai del paese sono preoccupati. Già prima della crisi, dovuta al diffondersi della paura procurata dal morbo dei bovini, la situazione economica non era delle più rosee; adesso si rischia di lavorare per niente o, nella migliore delle ipotesi, per pagare gli oneri contributivi ed assicurativi. La situazione è molto grave al punto che il pensiero della chiusura dell'attività commerciale è stato preso in seria considerazione. Qualche macellaio sopravvive attingendo alle risorse accantonate negli anni passati, mentre qualche altro ha dovuto far ricorso ad un'attività lavorativa extra. In tutti i casi i titolari delle macellerie sanno bene che bisognerà tirare avanti, limitando i danni, nell'attesa che la difficile situazione si risolva con il ritorno alle vecchie abitudini alimentari. Nell'attesa sono state prese da tutti i macellai le dovute contromisure assecondando la gente nell'orientamento dei consumi. Le proposte delle carni non bovine sono tante: dalla carne di cavallo a quella di struzzo, dal maiale al tacchino, dal coniglio al pollo: un ampia gamma di prodotti per tutti i palati. Però la voglia di una bella bistecca di vitello ai ferri è sempre più forte. Quel solleticante odore che si leva dalla sanguinante fetta di carne bovina, in cottura sulla piastra rovente, è solo un ricordo. Il Ministro della Sanità Veronesi, dall'alto della sua autorevolezza, dichiara che la probabilità di contrarre il morbo per chi mangia la carne bovina è di una su un milione. Il rischio, a dire il vero, anche se remoto, non trova alcuno disposto a correrlo e cosi "braciole" di tacchino e "ragù" di pollo alimentano i sughi con un sapore fino a ieri sconosciuto. Per molti è solo uno scostante surrogato di quell' antico e caro condimento che con i "maccheroni" produceva una vera festa sulle tavole. Si prova e si riprova di tutto, ma quel sapore resta solo un ricordo ed un soffocato desiderio. Verrebbe proprio voglia di prendere a morsi tutti gli inglesi….e pensare che ora siamo costretti, anche, a chiamarli "Paisà".

DAL 1910
ANTICA MACELLERIA
"VASSALLO"
in piazza Matteotti
(nella foto: Gianfranco Siano, Gerardo Vassallo e Roberto Severino)