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Periodico di vita altavillese fondato nel 1981 da Federico Musco

Marzo - Aprile 2001 Anno XXI  - N° 52

E' durato solo dieci anni il monumento ai caduti fatto realizzare dal Sindaco Umberto Bruno.
Il nuovo progetto non si discosta molto dal precedente. Sono in molti a rimpiangere ed a ricordare il giardino della rimembranza degli anni '50.

ALTAVILLA MIA

Fra le colline irte
mostri il tuo volto fiero,
a noi tramandi gioie
e rimpianti
di vite vissute.
Grande confessore
in ogni angolo di strada,
a te raccontai
il mio primo bacio.
Mi vedo in te, ad ogni età e ad ogni tempo, protagonista o
semplice comparsa.
Eppur sapessi a volte, Altavilla mia,
quanta tristezza
nel vederti senza
i miei amati.

              (Luigi Della Pia)

Anche se non completato ha svolto per 10 anni un'importante funzione sociale

Fu costruito per la prima volta nel 1921 per ricordare i caduti della prima guerra mondiale. Un periodo storico durante il quale, nonostante la grave crisi economica, la gente riusciva con grandi sacrifici a reperire i fondi per non far dimenticare il sacrificio dei tanti italiani che avevano donato la vita per difendere i confini della Patria. Anche nei più piccoli e sperduti paesini dell'italico stivale sorgevano attorno a residuati bellici o sculture marmoree i giardini della rimembranza e in tutti un ceppo di pietra riportava scolpiti i nomi dei caduti. Ad Altavilla fu scelto come sito l' ampio spiazzo in terra battuta antistante il convento dei virginiani. Un terreno scosceso ed argilloso che scendeva dalla via della foresta al corso Umberto I (oggi corso Garibaldi).  Al centro, su di un alto basamento sul quale si accedeva tramite un'ampia scalinata costituita da cinque gradoni di pietra, veniva collocata la statua raffigurante "l'Italia torrita", il simbolo della nostra Patria espresso con le prosperose forme di una donna che con fierezza impugna con la mano destra una pesante spada mentre sorregge con il braccio sinistro un ampio scudo. La tunica che l' avvolge, lasciando scoperto parte dell'abbondante seno, scende fino ai piedi evidenziando prepotentemente tutta la giunonica bellezza. Sulla testa, a forma di corona, una cinta muraria con le torri.  Tutto attorno una possente ringhiera la recingeva e la proteggeva. Un simbolo intorno al quale, negli anni successivi si riuniranno schiere di festosi scolari e di giubilanti minatori per inneggiare al Duce ed alla gloria dell'impero italiano. Dopo la fine della seconda guerra mondiale c'erano altri morti da ricordare e tutte le atrocità della guerra da dimenticare. Per gli amministratori altavillesi diventava quasi una necessità distruggere il vecchio monumento diventato un ingombrante e vistoso simbolo di

(Continua a pagina 3)