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Fu costruito per la prima volta nel 1921
per ricordare i caduti della prima guerra mondiale. Un periodo storico durante il quale,
nonostante la grave crisi economica, la gente riusciva con grandi sacrifici a reperire i
fondi per non far dimenticare il sacrificio dei tanti italiani che avevano donato la vita
per difendere i confini della Patria. Anche nei più piccoli e sperduti paesini
dell'italico stivale sorgevano attorno a residuati bellici o sculture marmoree i giardini
della rimembranza e in tutti un ceppo di pietra riportava scolpiti i nomi dei caduti. Ad
Altavilla fu scelto come sito l' ampio spiazzo in terra battuta antistante il convento dei
virginiani. Un terreno scosceso ed argilloso che scendeva dalla via della foresta al corso
Umberto I (oggi corso Garibaldi). Al centro, su di un alto basamento sul quale si
accedeva tramite un'ampia scalinata costituita da cinque gradoni di pietra, veniva
collocata la statua raffigurante "l'Italia torrita", il simbolo della nostra
Patria espresso con le prosperose forme di una donna che con fierezza impugna con la mano
destra una pesante spada mentre sorregge con il braccio sinistro un ampio scudo. La tunica
che l' avvolge, lasciando scoperto parte dell'abbondante seno, scende fino ai piedi
evidenziando prepotentemente tutta la giunonica bellezza. Sulla testa, a forma di corona,
una cinta muraria con le torri. Tutto attorno una possente ringhiera la recingeva e
la proteggeva. Un simbolo intorno al quale, negli anni successivi si riuniranno schiere di
festosi scolari e di giubilanti minatori per inneggiare al Duce ed alla gloria dell'impero
italiano. Dopo la fine della seconda guerra mondiale c'erano altri morti da ricordare e
tutte le atrocità della guerra da dimenticare. Per gli amministratori altavillesi
diventava quasi una necessità distruggere il vecchio monumento diventato un ingombrante e
vistoso simbolo di
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