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Il nostro Luigi Pagnozzi può essere fiero del suo operato. Oltre a raccogliere e raccontare, mese per mese, le tante testimonianze di vita vissuta nello stabilimento minerario altavillese è riuscito a mettere in luce la stupenda figura di un anziano minatore che nel silenzio e nell' umiltà ha lavorato in miniera una vita intera. Da poco si è spento l'eco del decimo rintocco dell'orologio della Chiesa dell'Annunziata quando nella sala consiliare del Comune ha inizio una semplice quanto emozionante cerimonia. Domenico Vello, visibilmente frastornato, sta vivendo un giorno memorabile di quella sua vita che, trascorsa per gran parte nelle viscere della terra, l'ha portato sulla soglia dei cento anni. Di fronte ha il dott. Meoli, Prefetto della Provincia di Avellino, che in più di un occasione manifesta tutta la sua ammirazione per quell'arzillo vecchietto. Poco distante il Sindaco Massima Maffei, con la fascia tricolore a tracolla, rappresenta i sentimenti di affetto dell'intera popolazione verso l'anziano minatore. Anche se defilate non passano inosservate le presenze del Capo di Gabinetto Silvana Tizzano e del Segretario Comunale Capo Immacolata D'Alessio. Zio Domenico non è solo ed al suo fianco vivono la sua stessa gioia il figlio Carmine ed il nipote Pasquale. Il rappresentante del Governo italiano mentre conferisce il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana sembra cercare negli occhi dell'anziano minatore tutta la sua storia e le sue vicende umane, tutti i sacrifici e le sofferenze patite durante i tanti anni vissuti in quella miniera dalla quale, sempre più spesso, oltre allo zolfo venivano estratti i corpi senza vita di tutti quei lavoratori che non potranno raccontare mai la loro "Storia". Una bella cerimonia ed un piccolo rammarico. Nella sala consiliare non c'è Luigi Pagnozzi, non è stato nemmeno avvertito. Proprio lui che era stato il proponente dell' onoreficenza, il cantore del "codino" e della "vita di miniera" di zio Domenico Vello.
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