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UN' OCCASIONE DI SVILUPPO PER ALTAVILLA E DINTORNI
Anche quest'anno, ed è una fortuna per tutti noi, si svolgerà la fiera di S. Bernardino che, fino a pochi anni fa, pensavamo in via di estinzione, perché Altavilla non riusciva ad uscire dal torpore sudamericano in cui era piombata dopo la crisi della miniera di zolfo. Tutti eravamo pessimisti e non ci rendevamo conto, presi oramai dalle nostre pigre abitudini quotidiane, che, con la fiera sarebbe scomparsa per sempre la possibilità di ritornare, come ai bei tempi passati, protagonisti della vita economica provinciale. Da primi attori dello sviluppo economico provinciale stavamo diventando delle semplici comparse. Fortunatamente stiamo uscendo dall'abisso in cui eravamo precipitati grazie ai tanti coraggiosi che si sono buttati a capo fitto in tante attività imprenditoriali e artigianali. Il corso di Altavilla si è riempito di negozi che vendono prodotti che non hanno niente da invidiare per qualità e prezzi a quelli di Avellino e Benevento. La fiera di S. Bernardino, che è risorta grazie al lavoro di pochi coraggiosi sospinti dall'entusiasmo dell'intera amministrazione comunale altavillese, potrebbe dare alla nostra economia quella spinta necessaria a farla decollare, facendola uscire definitivamente dalla crisi, perché tutti devono capire che è importante produrre, ma è ancora più importante vendere i beni prodotti. Oggi la globalizzazione dei mercati e la New Economy stanno cambiando le regole del commercio. Solamente chi riuscirà a stare al passo coi tempi, riuscirà a sopravvivere economicamente. Ma ognuno deve fare la propria parte. Per diventare più competitivi è necessario che le unità produttive diffuse sul territorio si uniscano fra di loro e che gli agricoltori si riuniscano in cooperative agricole o in consorzio per abbattere i costi ed offrire ai potenziali acquirenti beni e servizi di qualità. La fiera di S. Bernardino può diventare il nostro motore economico. Sta a noi conseguire tale obiettivo. La strada da percorrere è lunga e difficile perché molti sono diffidenti e non amano il rischio. Dobbiamo ficcarci bene in testa che noi e solo noi siamo i responsabili del nostro futuro. Non possiamo più attendere che siano gli altri a risolvere i nostri problemi. Prendiamo esempio dal nord-est che, fino a pochi anni fa, era una zona depressa come noi ed oggi è la locomotiva della nostra economia. Eppure sono stati governati dagli stessi governanti. Si vede che parte delle colpe dei nostri ritardi sono nostre. C'è ancora chi cerca di danneggiare quelli che producono, anziché aiutarli e incoraggiarli. Per esempio, duole scriverlo, c'é sempre qualcuno che spianta barbaramente, chissà per quale motivo, le piante faticosamente piantate da un altro, dimostrando, con il proprio comportamento, di non aver rispetto per il lavoro altrui e non si
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