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Chissà se l'opera buffa è quella che viene rappresentata sul palcoscenico del centro sociale o quella che viene offerta da una sala quasi vuota. E' vero che la rappresentazione lirico-comica non è stata pubblicizzata nel migliore dei modi, ma è pur vero che un evento spettacolare di tale portata doveva richiamare qualche spettatore in più in un paese in cui la cultura per lo spettacolo è particolarmente viva. L'allegra musica del settecentista Giovanni Battista Pergolesi inonda la struttura sociale che finalmente si ritrova ad essere protagonista di un grande momento culturale. Gli strumenti ad archi della nuova orchestra Alessandro Scarlatti diretta dal maestro Renato Piemontese fanno sentire la loro voce. I violini sono fantastici nel cantare ed accompagnare le superbe arie dalle strutture semplici e tradizionali ma ricche di temi di ampio respiro. Il clavicembalo punteggia con grande armonia tutta la rappresentazione come un filo conduttore di una storia, purtroppo, banale scritta in un brutto momento storico in cui il gusto letterario era del tutto assente. Un libretto salvato dall'estro del Pergolesi che a quasi trecento anni di distanza riesce a far sentire viva l'impronta di una profonda penetrazione pscicologica dei vari personaggi. Marco Nisticò veste i panni del buffo e scaltro "Tracollo" , la sua voce pulita e calda domina l'aria, a dispetto di una pessima acustica, ed in particolare quando le note salgono verso la sua naturale impostazione. Le note gravi sono un sacrificio ed un pesante tributo per rendere in modo stupendo il brontolio di un Tracollo smargiasso ed innamorato per caso di Livietta interpretata dalla stupenda Paola Quagliata che, imperturbabile, sprigiona con grande sicurezza la sua eccezionale voce in tutte le situazioni. Recitazione e canto, sempre di ottima fattura, si fondono, scena dopo scena, fino alla fine lasciando nei pochi presenti la certezza di avere assistito ad un spettacolo di altissimo livello.
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