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Agosto/Dicembre 2002
Anno XXI - N° 57

LA COLLINA
Suppl. Mensile Aquilonia 2000

Una sterzata auspicata da tutti per poter vedere realizzato il sogno di ogni altavillese:
un paese vivo e guarito dai mali di sempre.       

Non c'è altavillese, in qualunque parte del mondo si trovi, che non sente forte l'orgoglio di avere avuto i natali tra queste verdi colline. Un sentimento che nasce dalla consapevolezza di avere radici sane e robuste radicate nel fertile terreno dell'onesto lavoro fatto di duri sacrifici. Nelle miniere e nei campi si sono consumate numerose generazioni per creare quel patrimonio di civiltà che ha fatto splendere la nostra Altavilla per oltre un secolo. Sono, ormai, quaranta anni che il nostro paese giace stordito. La chiusura delle miniere e la fuga verso terre più generose è stata come una tremenda mazzata. Quaranta anni trascorsi nell'attesa di un miracolo. Purtroppo, quel miracolo economico, legato a nuove industrie ed a nuove attività produttive capaci di ricostruire un tessuto socio-economico ridotto a brandelli non c'è stato e coloro che in tutti questi anni hanno partecipato, a vario titolo, alla guida del paese non sono esenti da colpe. Quante inutili "chiacchiere" sono state prodotte in altrettante inutili riunioni del Consiglio Comunale?  Quante inutili "beghe" hanno animato ed, a volte, impedito riunioni della Giunta Comunale? Quanti Sindaci, pur nelle innegabili doti personali, sono stati imbavagliati e legati dagli altrui comportamenti politici che di politico avevano ben poco? Tre interrogativi che portano al perché di un paese che dopo quaranta anni continua a vivere in uno stato comatoso: senza un Piano per gli Insediamenti Produttivi, senza un Piano Regolatore Generale, senza la minima prospettiva di crescita. Nonostante tutto la gente di Altavilla continua a sperare e a non lasciare niente di intentato per modificare questa triste situazione. Ci si aggrappa alle feste di fine anno per dare un nuovo impulso alle attività commerciali. Si investono fior di Uuro per vestire a festa il paese nell'attesa delle spese natalizie. L'approssimarsi del nuovo anno genera sempre l'illusione di un cambiamento invocato con i tradizionali rituali. Ma lenticchie e mutande rosse non hanno mai cambiato lo stato delle cose.  Una nuova Amministrazione comunale è al lavoro da pochi mesi. Una nuova speranza. Questa volta è Alberico Villani  che ha conquistato la fiducia degli altavillesi e l'Avvocato per rispettarla è partito a testa bassa.  "Poche chiacchiere e fatti concreti" continua a ripetere ai suoi collaboratori ed Il dinamismo, l'onnipresenza e la concretezza risultano essere le tre punte di un tridente imbracciato con forza ed entusiasmo per cambiare il nostro paese.  Una sterzata auspicata da tutti, oltre le proprie convinzioni politiche e partitiche, per poter vedere realizzato il sogno di ogni altavillese: un paese vivo e guarito dai mali di sempre.       

                                                                                                                                (Federico Musco)

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