STORIE DI MINIERA RACCOLTE DA LUIGI PAGNOZZI

La Storia di Pasqualino Frusciante
Ero addetto alla centrale elettrica. Sono vivo per miracolo. La sera, guardando la televisione, acquistata da Luigi Tomasone, apprendevo la tragica  notizia dell'alluvione.

"La mia militanza, seppur breve, alle dipendenze della miniera SAIM, risale al lontano 1951. Non ancora trent'enne e con cinque bocche da sfamare, venni assunto alla grande fabbrica. Ero addetto alla centrale elettrica con la qualifica di "turbinista". Ricordo era notte fonda quando partivo da casa, alla guida di una vecchia sgangherata vespa, in direzione di Avellino e da qui con la lettorina raggiungevo Altavilla Irpina. Durava più il viaggio che l'orario di lavoro. I tempi erano quelli che erano e si faceva di tutto pur di guadagnare un tozzo di pane, vivere onestamente per non far mancare nulla ai miei figli, si proprio per loro che sono stati e sono tutta la mia vita e per loro ero pronto ad affrontare qualsiasi sacrificio. Tutto incappucciato, cappotto, guanti di lana e cappello, sembravo un brigante, marciavo con quella che era ormai diventata la mia vecchia compagna di vita. Sfidavamo le piogge, il vento, la neve ma imperterriti si continuava alla volta della miniera, proprio lei, la grande fabbrica che fino ad allora aveva sfamato centinaia di famiglie ma aveva anche mietuto tante vittime innocenti. La voce di zi Pasqualino, si fa rauca. " Vi posso offrire qualcosa ? Poi aggiunge. Era la mattina del 20 Ottobre 1960, non lo potrò mai dimenticare, a bordo della mia vespa, mi stavo dirigendo al lavoro ma, per colpa di un "benedetto" ma improvviso acquazzone, ormai zuppo, dovetti fare marcia indietro e tornare a casa, tanto era impossibile proseguire." Zi Pasqualino a questo punto, mette la mano in tasca, caccia il fazzoletto e si asciuga le lacrime che cominciano a sgorgare dai suoi vecchi ma arzilli occhi poi ricomincia "La sera, guardando la televisione, acquistata da Luigi Tomasone, apprendevo la tragica  notizia dell'alluvione. L'acqua impazzita aveva totalmente distrutto la centrale ove io lavoravo e tutto ciò che incontrava sulla sua strada; si è proprio vero, sono vivo per miracolo. Ancora oggi, a distanza di tanti anni devo ringraziare Santa Barbara se adesso sono qui a raccontarvi questa storia. Seduta su un divano, vicino al fuoco, l'anziana moglie Mafalda ogni tanto lo punzecchia " portatavillo a chisso". "Voi che ogni tanto andate in Altavilla, salutatemi i miei compagni di lavoro Mario Tartaglia, Luigi Tomasone, Silvio Sole, Pellegrino Parrella, Cavaliere Giuseppe, Ernesto Crescitelli e…….. Chi scrive gli dice che ormai qualcuno dei suoi amici ci ha lasciato e a questo punto Zi Pasqualino inizia un pianto ininterrotto .Ma come è potuto succedere, non può essere, erano giovani, o mio Dio non ho avuto nemmeno il tempo di salutarli, non lo sapevo, non lo avrei potuto sapere, sarei venuto perlomeno a dare loro l'ultimo saluto. Gli do una pacca sulle spalle così si riprende. Guarda il vuoto ed esclama " Dio tu che puoi tutto accoglili in Paradiso perché sono stati un pezzo della nostra storia. Arrivederci Zi Pasqualino, anche voi siete un pezzo della nostra storia, che Dio vi guardi..
(n.d.r.).- Frusciante Pasqualino, dopo l'esperienza nella miniera di Altavilla, vive adesso in Montemiletto, suo paese di nascita.

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